mercoledì 12 agosto 2026 - 11:22
L'immensità della tragedia della dipartita del Profeta nelle parole del Principe dei Credenti Ali

Nella prospettiva del Principe dei Credenti Ali ibn Abi Talib (A), la dipartita del Profeta dell’Islam (S) impresse nell’animo della comunità un dolore così grande che, di fronte alla sua immensità, ogni altra calamità, per quanto grave, appare piccola e insignificante; una tragedia la cui gravità divenne il termine di paragone per tutte le sofferenze successive al Messaggero di Dio (S).

Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Javadi Amoli ha illustrato, in un suo intervento, alcuni importanti aspetti dell'immensità della tragedia della dipartita del Profeta dell’Islam (S), che proponiamo di seguito ai lettori.

Il Principe dei Credenti (A), parlando della tragedia della dipartita del Messaggero di Dio (S), afferma: ogni calamità, di fronte alla tua calamità, è davvero «jalal». «Jalal» significa «insignificante»; infatti, la tua calamità è «jalil», cioè grande e immensa:

وَ إِنَّ الْمُصَابَ بِکَ لَجَلِیلٌ، وَ إِنَّهُ قَبْلَکَ وَ بَعْدَکَ لَجَلَلٌ¹

La tua calamità, la tua dipartita, è grande, immensa e dolorosa; mentre le calamità che si sono verificate prima della tua e quelle che si verificheranno dopo di essa sono «jalal», cioè piccole e insignificanti. Quella è grande, quella è immensa; tutto ciò che è diverso da essa è invece piccolo e insignificante.

In un altro passaggio, fa riferimento al doloroso evento della dipartita del Messaggero di Dio (S) e si rivolge direttamente a lui, dicendo:

لَقَد خَصَّصْتَ حَتَّی صِرْتَ مُسَلِّیاً عَمَّنْ سِوَاکَ وَ عَمَّمْتَ حَتَّی صَارَ النَّاسُ فِیکَ سَوَاءً²

La calamità della tua dipartita possiede una caratteristica particolare: è tale da consolare chiunque sia colpito da altre calamità, poiché, paragonate ad essa, tutte le altre appaiono poca cosa. Nessuna calamità è pari alla tua; e se si verificano calamità diverse dalla tua, noi possiamo sopportarle alla luce della tua calamità, perché quelle calamità, al confronto, sono poca cosa.

Note

¹ Nahj al-Balāgha, sentenza 292.
² Nahj al-Balāgha, sermone 235.

A cura di Mostafa Milani Amin

Tag

Il tuo commento

You are replying to: .
captcha